Tag vino21 Ottobre 2009
07 Gennaio 2009
Per chi c'era, per chi non c'era, per chi avrebbe voluto esserci.. ecco le foto (della manovella) della Befana di quest'anno CHI LE HA FATTE, COME SEMPRE, PUO' MANDARLE ALLA MAIL CHE TROVATE QUI A LATO
CLICCATE QUI PER LE FOTO DELLA BEFANA 2009

21 Ottobre 2008
E così come per la festa in piazza, la Santa Martina del Cerretino, ha ripreso anche tutti i momenti salienti della Roccacciata 2008 per consegnarli ai posteri! bell'affare.. giudicate dalle foto! Le trovate nell'album ROCCACCIATA ovviamente!

23 Maggio 2008
    
di Filippo Tomassetti - 25 Luglio 2000 Nella notte stellata, mi avviai camminando con il Curti verso le luci del paese, con passo fermo e tranquillo, l'incedere di uomini posati e morigerati, il pensiero chiaro di una vita tracciata su binari solidi. Lo stand vociferava in lontananza e nella brezza della sera mi sembrò di cogliere uno strano crescendo di suoni, un'alterazione sbracata di voci pur conosciute. Il trip ci stava aspettando, ed ancora non lo sapevo.
Ed eccomi ancora dinanzi allo schermo del notebook, il fedele amico che riscalda le mie nottate di uomo intenso, lo sguardo piegato da un lato come mio nonno Humphrey (Bogart per i più). La mia fase di "vissuto" è al vertice, i miei pensieri sono come voragini innanzi alle vostre menti appena delineate, abissi magici dei quali mai saprete (ecco la fase schizofrenica del post-sabato?). E tutto perché mi avviai con il Curti verso uno stand precocemente, molto precocemente, troppo precocemente aperto!
Una gaiezza sorprendentemente immotivata mi colse mentre mi avvicinavo al bancone, dopo una cena impegnativa con Pulce ed il Giostra, dove mi attendeva il fantastico sorriso e gli occhi splendenti come diamanti della dottoressa...Maria Paola Mozzetti (ah, se la notte della Befana tu m'avessi baciato!). Le prime battute mi rivelarono alla mente il tasso di birra nel sistema circolatorio della Mozzetti, mentre dal suo caldo alito mi giunse un retrosapore di tequila limpida e profumata. E tanto bastò. La permanenza al bancone assunse il ruolo di modus vivendi. Il bicchiere divenne una similitudine col Graal. Manovella fu subito una fantastica dama a corte. Nicola, coi capellacci e i sandali, assunse la ieratica figura del Battista. Paolo del Poggio ciaveva una sbornia che non la portava (rottura di stile! ahhaha ah)!
Silvia (Rossi), come vorremmo che tu conoscessi tale dolce perdizione, come sapremmo guidarti nel magico oblio, come ti difenderemmo strenuamente dall'ultimo pensiero razionale! Ma tu ti recludi nell'attenta veste (Vincenzo Cardarelli) e lontano te ne stai sotto la fonte del Bellino... e ti fa compagnia la Rachele, donna un tempo amante di Morfeo, ora perduta da ore di sonno perso e mai ritrovato! Auguri bimbe, un giorno leggerete, su una poltroncina di vimini e con una coperta di lana sulle ossa fragili, le memorie degli eroi del tempo che fu... chi sa se v'incazzerete?
E così la serata andava avanti. Un ricambio veloce roteava attorno al bancone, mentre decidevo sinistramente di andare a prendere la chitarra di Quadro, a casa di Rampichino. E quando tornai imbracciai lo strumento, mentre una "pompa" terribile si impadroniva di me e vivevo la musica come se fossi stato io stesso pentagramma, come se dalle mie corde vocali potessi indicare al mondo la magia matematica delle sette note, come se piegassi al mio volere le difficili note di Casta Diva, come se ciavessi la sbornia (rottura di stile! ahhaha ah)!?
E mentre ciò accadeva, quando il raptus del paso doble (Silvia, come si scrive?) si impadroniva di me, ecco scatenarsi la Manola, con le sue fantastiche pup..., in mezzo a noi, con una grinta eccezionale, mentre Giuseppe osservava dubbioso. E più in là, Elenì strappava scontrini a ripetizione, mentre Manovella t'incantava con le sue dita affusolate passando bicchieri a ripetizioni ai felici avventori.
E presto venne l'Alba, e ci sorprese sempre svegli sulle scale (tanto pe' dispetto a Baglioni), ravvivati nello spirito da una terrificante fumata buscata dal grandioso PaoloDelPoggio che, abbandonato a piedi alle cinque dopo il terribile redarguimento della moglie se ne uscì con la seguente, insostituibile citazione:
"Ma la macchina l'ho pagata io, 'nadonna cane!"
causandoci dolori addominali di difficile gestione.
Ed ora viene il bello... Per i non informati, vi annuncio che è nata... mia nipote Federica! Infatti, sarò l'unico Zio realmente importante per la piccina, e difenderò questa mia posizione con unghie e denti, arrivando all'eliminazione fisica dei possibili rivali. Il Loi, che con Fabrizia (Mascherina) ha avuto il gentile pensiero di farmi tale regalo, sarà consacrato definitivamente tra breve tempo, quando getterò sul suo viso l'ultima manciata di terra fresca nell'orto dei Curti prima della Resurrezione definitiva. Unico terribile ed insostituibile errore... quando ho sentito il Loi, verso le 13 di Martedì scorso, mi sono dimenticato di dirgli che avrebbe dovuto telefonarmi a qualsiasi ora... e così mi sono perso il meglio! Intanto ringrazio il Loi anche per la lettera che mi ha mandato ieri, una pagina di alta letteratura che mi ha reso partecipe dell'arrivo di Fede, e che mi ha anche causato uno strano fastidio agli occhi umidicci (ricordate Rutger Hauer in Blade Runner?). Non conoscevo tale fenomeno (o sarà la depressione post-sabato sera?) A presto!
Ed ancora nuovi, stupefacenti arrivi nel Tabellone! Signore e signori, ladies and gentlemen, ho il piacere di annunciarvi: la seducente, irascibile, carissima Manovella!Presto inonderò la tua mailbox di poesie ispirate, come quando, quella notte, ormai pazzo d'amore, mi perdetti nel pensiero delle tue labbra rosse! Ed ancora, forzatamente (gli ho fatto l'account coi dati falsi su Tiscali):david.gorini@tiscalinet.it ovverossiaTazza!! Ce la farai a leggere la lettera? Riuscirai mai a trovare quel pezzetto di filo modulare che, da due mesi, ti separa dall'universo sconfinato di Internet? Brutta domanda, come disse Clinton al procuratore Starr, che lo stressava sui sigari.
Ed ora non dimentichiamoci dei altri "tabellonari":
CENCIUS Device (Ziofio per i nuovi arrivati) Non so se posso perdonare la tua assenza, comunque mi sembra una di quelle giustificate (porta il libretto delle giustificazioni firmato dal babbo). Comunque, t'è andata bene, non saresti sopravvissuto al trip! Preparati psicologicamente: in settimana, a costo di girare a fette, ritorno a Roma e andiamo a trovare il LOI, un uomo piccolo e felice che trampella una carrozzina rosa per la casa, tracannando ogni tanto una tazzetta di stravecchio per reggere il colpo. Questo ti farà bene nella tua lunga attesa della famiglia, sino al momento in cui Danielle riapparirà all'aeroporto dinanzi ad un individuo gastritico.
SANTONI Refrain Ancora un colpetto d'incoraggiamento al Santoni, un uomo che esce poco ma quando esce... esce per bene!! Bene queste serate d'allenamento per Agosto, ma tieni bene a mente la fumata ricevuta da Dracula (Paolo del Poggio per i non informati) dalla Viviana: se Parigi val bene una Messa, chissà se una sbornia val bene un divorzio! Mai impatassarsi, comunque. Bisogna avere il fisico per non farsi troppo comandare a bischero (a qualcuno forse fischieranno le orecchie)!
Toninelli and Scaia's Roselle White House Ancora bacini per la piccola Silvietta (Toninelli, stavolta) sempre nei miei pensieri (Zazà, rosica), chiedendo un suo ritorno nella Rete, dopo gli avvinazzamenti con Zazà ed il fratello pazzo nelle cantine fresche di Roselle. Zazà, invece, non merita niente, dopo che ha lasciato il suo compagno da solo, a condurre uno sporco lavoro! Incredibile: Tango e Cash si rivolterebbero nella tomba! Ma qualcuno doveva pur farlo.
Saluti al Guadagna (Fabio), a Ettorake (macchi-gangemi una sega, fatti una mail come si deve!) che non so se ha ricevuto la precedente: forse, a lui avvocato, gli hanno fatto causa ed è sparito in una postilla di una legge distorta. Fatevi vivi! Questo fine settimana ho scambiato anche due parole con l'ologramma, alias Maurizio Lombardelli e con Little Tony, alias Fabiana Ricci. Per alcuni istanti ho avuto la sensazione precisa di parlare con Maurizio poi uno strano fenomeno ha incuriosito la mia mente. Mentre discorrevo piacevolmente con Little Tony sul fenomeno delle allergie infantili (con i preziosi interventi della Vicarelli Rachel, che ha dovuto fare uno stage forzato al Memorial Hospital), ogni tanto con la coda dell'occhio notavo l'individuo che somigliava a Maurizio fare delle smorfie scomposte, che dal punto di vista medico sarebbero meglio descritte come distonie facciali, ma da quello pratico mi sembravano versacci. Immediatamente mi sono reso conto che il modello androide non era stato ancora perfezionato... il vero Maurizio sarà ormai stato ucciso dall'alieno.
Ed ora, dopo aver fuso la matrice del mio fido Notebook ed aver assimilato due nuovi terabytes nella mia capiente mente, vi saluto tutti, cybernauti dell'ultim'ora! A proposito, Maurizio e Roberto, vi ricordate quando noi tre parlavamo di schede, di HTML di pop-di host-di crack di AMIGA-PC-IMAC?, mentre dei poveracci intorno a noi fissavano il vuoto non comprendendo il misterioso linguaggio? Ora ciannotuttilamail, cianno!! Aaaah dunque siiii, eh? come disse il procuratore STARR dopo lo sputtanamento ad opera della Lewinski. E a proposito di sesso, ieri sera mi sono arrapato di quattro taglie nel vedere una splendida fanciulla ignuda, dal gruppo di ballo EtaBeta di Danilo di Prato, il parente del Magnone, che sono stati invitati dai "Sarrabani" a fare lo spettacolo in piazza. E' stato fico, 95 persone, alcune sufficientemente ignude da causare diverse insufficienze coronariche a Enrico Fanale.
-------------------------------------------------------------------------------- Vi perdono tutti e vi dò la buonanotte, o figli spirituali, lasciandovi con un dolce pensiero che vi renderà più sereni, la prossima volta che vi recherete in Ospedale o alla USL di appartenenza.
Medico è colui che introduce delle sostanze che non conosce in un organismo che conosce ancora meno. Victor Hugo
22 Maggio 2008
Arrosto alla Fonte Il Porchettone Maledetto IV di Maida Vicarelli
Era già una settimana che noi di Albis Ardua correvamo avanti e indietro per il paese a raccogliere adesioni e disporre per gli acquisti. Insieme con Davide e Loi, passavamo per le case ad invitare le persone, anche per avere un minimo di certezza sul numero dei partecipanti, per comprare sufficienti cibarie e libagioni. Spesso le risposte erano: "Non lo so se ci sò. Mi sa che devo andà al mare", oppure "Non lo so. Ora bisogna che sento!". A queste risposte le espressioni dei miei compagni tradivano un lievissimo scoramento. E il giro ricominciava. -------------------------------------------------------------------------------- La mattina dell'8 Agosto, data fatidica, Davide tagliava i pomodori per il crostino ad un ritmo frenetico. Filippo, che ormai da giorni non vedeva più la luce del sole, a causa di un computer e di un maledetto giornale, continuava con le sue imprecazioni ad incrinare i muri della sede provvisoria. In montagna il Loi, con Schirripa e le sue magie ed il Curti ormai fuori di testa per l'imminente paternità, montavano le luci ed il canapo dell'"arello porchetta", impiegando naturalmente più tempo del necessario. Lillo sistemava il gruppo elettrogeno fornito da Cencio Caro. Io cercavo disperatamente spianatoie e tavo le di legno per impedire ai porchettari, durante la serata, di ingobbirsi dinnanzi al banco della porchetta. Nel primo pomeriggio la frenesia aumentava. I tavoli erano pronti, apparecchiati di tutto punto. Lo stereo era montato e funzionante. Il gruppo elettrogeno scoppiettava in lontananza, tenendo compagnia ad una vipera solitaria. Erano le 15,30 e dalla strada si sentiva arrivare un rumore come di pneumatici. "Chi sarà?". Era Millo. Il mitico abbeveratore delle feste era arrivato per montare la spina per il vino e la birra: quest'anno vino fresco a volontà! Con nostra sorpresa aveva portato anche il gazebo, che donava un tocco di classe alla zona bibite. In un settore era ancora possibile ammirare un divertente quadretto: un Loi nervosissimo per il ritardo cronico ormai accumulato nel montare un traliccio improbabile. Comunque bravo, alla fine gliel'ha fatta! Filippo, giù in paese, dopo gli ultimi ritocchi dava inizio alla stampa dell'Arzillo numero tre. Erano quasi le 16,30 e non si vedeva ancora arrivare nessuno. "Dove è la porchetta? Chi la doveva portare? Fermi tutti! Arriva qualcuno." Sono i primi curiosi. Finalmente arriva Alfio con la porchetta fumante e profumata. Come apre la macchina, l'aroma si sparge per tutta la collinetta. Aligi e Delfo , con i preziosi suggerimenti dei presenti, la prendono e la depongono sul tavolo e, ahimè, gli taglieno il capo! Questa è la prima vittima della serata. Di seguito arriva Littoriano, in arte il Dubitante, con la Fagiolata del Nonno Vispo ed il Crostino Della Giovinezza, opera del team cuochi "Case Della Fonte". Sono le 18,00, squilla il cellulare. E' il recluso (Filippo), che sta finendo di scontare la pena, e mi avvisa che il toner della stampante è terminato, ma deve ancora riordinare e spillare i giornali. Mossa a compassione, e pensando che un'opera buona non poteva nuocere alla sua buddità, Rachele decide di dargli una mano. Intanto vengono distribuite le bruschette. I primi panini, sapientemente preparati da Arcà, Padre Bucia e la Lupetta, sotto la direzione norcino (Delfo), cominciano ad accumularsi nella cesta a velocità di comica ridoliniana, mentre i partecipanti arrivano a ritmo costante da circa un'ora e continueranno così per diverso tempo. La collinetta di fronte, il piazzale sottostante e il margine della strada sono ormai diventati come un parcheggio da stadio. La festa decolla. Tutti si divertono, c'è chi chiede un panino in più, chi domanda quanti bicchieri di vino si può bere e chi invece è già ubriaco da un pezzo. Renato Merlino inizia lo show delle barzellette, che il prossimo anno passeranno alla censura (ci sono anche i bambini!). Primo dà il via alla sua fisarmonica, allietando i presenti. Verso le 21 arriva finalmente Filippo, pallido e nervoso per la sua prigionia ma sempre elegantissimo, con l'Arzillo numero tre, che a gran richiesta viene esaurito in poco tempo. Stessa fine fanno anche le magliette di Albis Ardua stampate con il sangue di Loi, e la raccolta fotografica "Ricordi" preparata dal Lombardelli. La festa continua così fin quando il grosso disco rosso del sole nascente si affaccia all'orizzonte, tra canti, suoni e risate. La Maglia Rosa, premio per la migliore sbornia, quest'anno non è stata assegnata: la meritavamo tutti, pure i giudici!
di Filippo Tomassetti
La colonna di auto saluta la Cimarella e viaggia dritto verso il Sole Calante. Frammenti croccanti di arrosto vengono avvolti nel Pane Fresco. I Ragazzi si sdraiano sull'erba. Al bancone tintinnano le bottiglie, e la Banda Del Torchio si prepara a "tramutare" il Vino. Contro il cielo rosato, la Maglia Rosa si agita sull'albero maestro, giocherellata dalla brezza d'Agosto. La musica si diffonde nella Valle, mentre si accendono le luci. E so di esserci.
Presenti! Gliel'avemo fatta ad arrivà solo alla quinta edizione. Una grande festa, ricca di divertimento, gente cordiale, buon cibo e tanto vino. La cornice è la stessa, Fontegrande, una delle punte di diamante della bellissima montagna di Montevitozzo. Una montagna tutta da vivere in armonia con la natura e da visitare utilizzando i vecchi sentieri recuperati dagli Usi Civici di Montevitozzo in collaborazione con la Comunità Montana, sentieri di notevole interesse storico e ambientale.
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"Ascendi alle montagne di Sorano alto, che i lunghi raggi del sole vengono a carezzare nelle calende di Agosto, viaggiatore audace, e tu arriverai al centro del maiale rosa."
Porchettone Maledetto II, Viaggio al Centro del Maiale Rosa
Come può il pensiero oppresso fuggire le convenzioni e volare libero e selvaggio nel cielo serotino di Fonte Grande ? Un maiale lo permise bel mammifero che fu.
Porchettone Maledetto IV, canto arcaico di Albis Ardua
Io già sento il sito bono che si sparge nelle valli e nel core canto e sono: non sto mica lì a guardalli! Il profumo mi ha scionìto dell'arrosto sò assai ghiotto ma è la cricca che ho volsuto e sto' a ride co' altri otto! Se m'inguatto su in montagna e mangiando vo' al bancone poi rifuggo chi si lagna e mo' brindo! ... Al Porchettone!
Porchettone Maledetto 2000, lirica del Montevitozzese inguastito
Menu Ricordatoio 2000* 2 Porchette Gigantesche e 80 Pagnotte di Pane Non Azzimo * Crostino al Pomodoro Svegliadefunti * Fagiolata Semplice dell'Omo Dotato * Fagiolata con Cipolla dell'Omo Superdotato
* Stuzzichini delle Fanciulle al Cacio e Pera * Favolosi Dolci Nostrani delle Pasticciere Scelte Montevitozzesi
* 250 litri di Vini Pregiati della Toscana * Musica Hi-Fi - Canti nostrani live da sbornia * Facce tipiche regionali (folklore artistico) * Luci Suggestive Hollywoodiane
* Maglia Rosa Gratuita per la Sbornia più Elegante
Appuntamento al 12 Agosto 2000 - Fonte Grande! |

E' la sera del 5 gennaio. Per le strade del piccolo paese di montagna ,spazzate da un vento gelido, c'è solo il cane di Mario che cammina di traverso con la coda tra le gambe e il muso in terra. Cerca il padrone per rientrare in casa e infilarsi nel focolare. Imbacuccati nei nostri cappotti, in attesa che il fuoco fiari e ci mandi un pò di calore, ci guardiamo in faccia sgomenti. - Ma quest'anno non sia canta la befana? - Provo a telefonare alla Gabriella. Non risponde nessuno. Provo con Danila. Niente. Elda? Nemmeno lei è in casa. Esco. In piazza non c'è neanche un cane. Mi infilo allora nell'unico bar del paese. Tre uomini, di età indefinibile, con lo sguardo perso nel vuoto, tracannano bicchieri di vino. Uno dietro l'altro. Chiedo della "befana". Non sanno niente, dicono. Il Rosso quest'anno non si vuole mascherare. Ha trovato la donna e non vuole più fare il pagliaccio. Primetto è troppo in là con gli anni. Romano ha la suocera che sta male. Pazienza! Per quest'anno, invece di cantar la befana, andremo a mangiare una pizza.
Esco dal bar e incontro Mario col suo fiorino bicolore che ritorna a casa. Vado con lui. Farò due chiacchiere con la moglie se è tornata, mi consolo. Il cane si infila fra di noi, scodinzolando contento. Seduti intorno al focolare, con un bicchiere di vino in mano, ricordiamo i bei tempi, quando alle cinque del pomeriggio eravamo già tutti vestiti e pronti per partire e discutevamo da che parte cominciare il giro. Perchè il tempo non bastava mai per girare tutte le case e allora , per non offendere nessuno, si cominciava un anno da una parte e un anno dall'altra. Al terzo bicchiere di vino arriva Alfio." Ma non si canta quest'anno la befana?" esclama prima ancora di salutare i padroni di casa. Poi arriva Littoriano con la Diana. Poi Elda. Poi altri ancora. Eccoci di nuovo tutti riuniti. Tiriamo fuori quattro stracci, un pò di trucchi e un pò di lana per far parrucche. - Chi fa la befana? - Tutti guardano Alfio. Andrebbe bene, ma ha i baffi! Come si fa a nascondere i baffi? Ci guardiamo l'un l'altro in cerca di un volontario. Alfio sparisce e torna subito dopo senza baffi. Erano venti anni che li portava!
Cominciamo a vestirlo. Non ci sono schemi fissi. Ognuno segue il suo istinto. Alla fine esce fuori una befana straordinaria. Alfio è irriconoscibile. Per l'occasione si è levato pure i denti. Un vestitaccio da uomo ad una ragazza, una parrucca a Eraldo, un cesto a Gambettone e i Befani partono al seguito del Fiorino di Mario, dove all'ultimo momento qualcuno ha legato 4 sedie per far star comodi i sonatori. Mario alla chitarra, Davide all'armonica, Romano al tamburello e l'immancabile Primo alla fisarmonica. Si parte in dieci. Alla fine del giro siamo 150. Forse più che meno. In ogni casa si è cantato mangiato bevuto e ballato. Sempre più allegri. Sempre più brilli. Sempre più numerosi. Gente del posto, ma anche gente di fuori. Che non si sa come ha saputo che nel piccolo paese c'è festa grande per la Befana.
Finito il giro si torna tutti a casa della Gabriella, che ha un salone grande, con un grande focolare. Si cuociono salcicce mazzafegati e pancetta alla brace. Si sbattono uova e si fanno frittate. Si affettano pagnotte per la bruschetta. Si tagliano panettoni e panforti e torroni.Si beve vino a volontà. La gente del paese è generosa. Ognuno ha dato qualcosa alla" povera vecchiarella ch'ha una figlia tanto bella che si vole marità". Alle 5 del mattino , scambiandoci la "Buona Pasqua", andiamo a letto. Primo è l'ultimo ad andare a letto. E' felice . Perchè anche quest'anno ce l'ha fatta!. Ha 87 anni e , salvo interruzioni belliche, ha cantato la befana da quando portava i calzoncini corti. L'anno scorso aveva l'influenza e andammo noi a cantargli la befana. Facevamo finta di essere allegri, ma avevamo tutti un nodo alla gola a vederlo pallido pallido nel suo letto, convinto di essere ormai arrivato alla resa dei conti.Ma ce l'ha fatta. Primo è ancora tra noi con la sua fisarmonica e tanta voglia di stare insieme. Buona Pasqua Primo
Accordando le chitarre di Roberto Loi
Il pomeriggio del cinque gennaio, in una casa di Montevitozzo, si provano i canti, si accordano le chitarre e si preparano le maschere. E' la sera della befana. Per tradizione, la sera della vigilia i montevitozzesi si riuniscono in gruppo, e preceduti dalle maschere della befana e del befano, iniziano il giro delle case del paese, bussando di porta in porta, aspettando che i padroni di casa diano loro il permesso di entrare. Ottenuto il consenso, il gruppo inizia ad intonare canti popolari, accompagnato dalle chitarre, mentre i befani improvvisano qualche passo di danza per rallegrare i presenti. Quasi sempre l'ospitante offre a tutti un buon bicchiere di vino e qualche dolcetto. Dopo aver cantato e bevuto, la befana e il suo seguito si congedano, ringraziando per le offerte che immancabilmente finiscono nel paniere, portato da un robusto volenteroso ( salsicce, uova, formaggio e dolci ). Alla fine della serata, tutti i partecipanti si riuniscono per preparare, con tutte le offerte ricevute, una meritata e gustosa cena. Canto della Befanata a cura di Silvia Rossi
Bonasera a tutti quanti questa sera è Befanìa e nel nome di Maria vi si viene a salutà.
La Befana fa ritorno dalla parte dell'Oriente co' 'na stella rilucente e n'brillante gelsomin.
La Befana fa ritorno dalla parte dei confini l'addormenta i su' bambini e gli cerca da mangià.
A voialtre ragazzette v'ha portato un bel mazzetto ed a fianco un giovanetto che vi possa consolà.
A voialtri giovanotti v'ha portato il Carnevale bene bene, o male male vi potete fidanzà. A voialtre vedovelle v'ha portato n'bel marito bianco, rosso e colorito sembra un fior di gioventù.
A voialtre vecchiarelle v'ha portato l'impernecchia da 'na mano la ventresca da quell'altra il salsicciò.
O via dategli qualcosa a 'sta pora vecchiarella c'ha na figlia tanto bella la vorrebbe marità.
E non fate come Goro che ci diede un ovo solo e non fece il suo dovere gli portommo il carro a bere.
Bonanotte a tutti quanti la Befana riva via e nel nome di Maria si va a letto a riposà.
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